Eclisse Solare – StarLight . Un nuovo sito targato WordPress Mon, 06 Jul 2026 15:36:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.4.2 L’eclisse del 22 dicembre. ./1871/01/leclisse-del-22-dicembre/ Sun, 08 Jan 1871 17:12:42 +0000 ./?p=1873 L’eclisse del 22 dicembre. — — Il fenomeno dell’eclisse fu benissimo osservato dagli astronomi che si recarono Terranova: il cielo colà era limpido, all’istante in cui l’eclisse fu totale, ma le nubi apparvero prima e dopo. Da noi invece il cielo non volle rasserenarsi né per far piacere agli astronomi, né per appagare il desiderio di coloro che armati di cannocchiali o di vetri affumicati stavano col naso all’aria in attesa del fenomeno, se non nella sua totalità, chè a noi non era concesso, almeno nelle sue parti; tuttavolta attraverso al suo nebuloso velo, qualche cosa ci fu dato di scorgere. Non come astronomi, ma come cronisti, notammo un accrescersi di freddo e di brezza che spirava man mano che l’eclisse andava raggiungendo il suo punto massimo, tanto che tutti nasi cominciarono a colorirsi in rosso, e qualcuno in nero lasciatovi dal contatto col vetro affumicato. Sappiamo che le anitre de’ nostri giardini pubblici, che i dotti avevano raccomandato ai loro guardiani di osservare allorchè avveniva il legittimo congiungimento della luna e del sole, non diedero alcun segno di accorgersi o di sentire che ci fosse alcun che d’insolito negli spazi celesti. Parlando di eclissi gioverà ricordare le fiabe che i preti antichi davano ad intendere ai credenzoni circa questo fenomeno, del quale oramai sa le cagioni anco un scolaretto di prima elementare. I pagani, per esempio credevano che l’eclissi di luna dipendesse dalle visite che Diana andava di quando in quando, per sue ragioni particolari, a fare al suo damo Endimione nelle montagne della Caria. Altri dissero che le maghe di Tessaglia avessero il potere con certi incantesimi di attirare a loro la luna come un magnitizzatore tira un D’Amico qualunque. I Messicani vedevano nel sole e nella luna una buona coppia di sposi, e quando poi la luna si oscura, era segno che il caro sposo l’aveva picchiata di santa ragione. Nelle Indie pensavano che un demonio stendesse i suoi unghioni sul sole, e lo oscurasse. I Lapponesi si spicciano col dire che quando accade l’eclissi di luna è segno che il demonio vuol mangiarsi come una pagnotta questo satellite. I persiani hanno in mente che messer domeneddio (quello che essi riconoscono, s’intende) tenga chiuso il sole in un gran tubo di vetro, e quando vuole gastigare gli uomini manda l’arcangelo Gabriele a chiudere lo sportello quel tubo. Persino i Chinesi, e chi nol crederebbe, ritengono che durante gli eclissi un genio malefico nasconda colla mano (e qual larga mano!) il sole e la luna. Il volgo delle nostre terre meridionali tuttora ignorante, crede che sia una manifestazione della collera di Dio. Tali sono i pregiudizi che correvano e che corrono ancora fra alcuni popoli della terra intorno agli eclissi. L’Emporio Pittoresco, 1871, A.VIII, n. 332 Scarica l’articolo originale

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L’eclisse del 22 dicembre.

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Il fenomeno dell’eclisse fu benissimo osservato dagli astronomi che si recarono Terranova: il cielo colà era limpido, all’istante in cui l’eclisse fu totale, ma le nubi apparvero prima e dopo. Da noi invece il cielo non volle rasserenarsi né per far piacere agli astronomi, né per appagare il desiderio di coloro che armati di cannocchiali o di vetri affumicati stavano col naso all’aria in attesa del fenomeno, se non nella sua totalità, chè a noi non era concesso, almeno nelle sue parti; tuttavolta attraverso al suo nebuloso velo, qualche cosa ci fu dato di scorgere.
Non come astronomi, ma come cronisti, notammo un accrescersi di freddo e di brezza che spirava man mano che l’eclisse andava raggiungendo il suo punto massimo, tanto che tutti nasi cominciarono a colorirsi in rosso, e qualcuno in nero lasciatovi dal contatto col vetro affumicato. Sappiamo che le anitre de’ nostri giardini pubblici, che i dotti avevano raccomandato ai loro guardiani di osservare allorchè avveniva il legittimo congiungimento della luna e del sole, non diedero alcun segno di accorgersi o di sentire che ci fosse alcun che d’insolito negli spazi celesti.

Solar_eclipse_1870Dec22-corona

Osservazione dell’Eclisse del 1870 fatta a Siracusa dal capitano della Marina reale inglese George Lyon Tupman

Parlando di eclissi gioverà ricordare le fiabe che i preti antichi davano ad intendere ai credenzoni circa questo fenomeno, del quale oramai sa le cagioni anco un scolaretto di prima elementare.
I pagani, per esempio credevano che l’eclissi di luna dipendesse dalle visite che Diana andava di quando in quando, per sue ragioni particolari, a fare al suo damo Endimione nelle montagne della Caria.
Altri dissero che le maghe di Tessaglia avessero il potere con certi incantesimi di attirare a loro la luna come un magnitizzatore tira un D’Amico qualunque.
I Messicani vedevano nel sole e nella luna una buona coppia di sposi, e quando poi la luna si oscura, era segno che il caro sposo l’aveva picchiata di santa ragione.
Nelle Indie pensavano che un demonio stendesse i suoi unghioni sul sole, e lo oscurasse.
I Lapponesi si spicciano col dire che quando accade l’eclissi di luna è segno che il demonio vuol mangiarsi come una pagnotta questo satellite.
I persiani hanno in mente che messer domeneddio (quello che essi riconoscono, s’intende) tenga chiuso il sole in un gran tubo di vetro, e quando vuole gastigare gli uomini manda l’arcangelo Gabriele a chiudere lo sportello quel tubo.
Persino i Chinesi, e chi nol crederebbe, ritengono che durante gli eclissi un genio malefico nasconda colla mano (e qual larga mano!) il sole e la luna.
Il volgo delle nostre terre meridionali tuttora ignorante, crede che sia una manifestazione della collera di Dio.
Tali sono i pregiudizi che correvano e che corrono ancora fra alcuni popoli della terra intorno agli eclissi.

L’Emporio Pittoresco, 1871, A.VIII, n. 332

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L’ecclissi solare del 22 dicembre 1870 ./1870/12/lecclissi-solare-del-22-dicembre-1870/ Sat, 24 Dec 1870 12:34:51 +0000 ./?p=738 VARIETÀ L’ecclissi solare del 22 dicembre 1870 Abbiamo dall’illustre prof. Donati la seguente lettera: Augusta di Sicilia, il dì 24 dicembre 1870. La nottata dal 21 al 22 fu qui ad Augusta veramente perversa. Vi fu uno sviluppo di elettricità, pioggia ed un vento di sud cosi impetuoso che fu creduto prudente lo stare a far la guardia alle nostre baracche, per tema che non fossero portate via insieme con gli strumenti. All’alba il cielo era sempre tutto coperto da densissimi nuvoloni; però verso le otto il vento girò a libeccio, e allora potemmo incominciare a osservare il sole traverso agli squarci delle nubi; incominciammo pertanto a sperare che forse avremmo potuto fare altrettanto anche nel tempo della totalità dell’eclissi. Da una specie di Consiglio di guerra che noi avevamo tenuto, per discutere il miglior sistema d’attacco, era stato stabilito che il professore Cacciatore, assistito dal professore Agnello, si occupasse della determinazione della durata della totalità, e della grandezza c della posizione delle protuberanze rosacee che si vedono intorno al sole ; che il P. Secchi, assistito dal fratello del professore Cacciatore, e dal fotografo signor Taglierini, si occupasse delle fotografie dell’eclissi; che il professore Blaserna , coi suoi assistenti Macaluso e Saporito, osservasse la polarizzazione della corona; che il P. Danza, assistito dal signor De Lisa, osservasse le linee della stessa corona; e che io, assistito dal signor Paolo Cantoni, osservassi le strie spettrali delle protuberanze. Tutti ci mettemmo di buon mattino ai nostri istrumenti per verificare se tutto andava in perfetta regola, e per fare tutti quegli studi e preparativi preliminari indispensabili per la buona riuscita delle nostre osservazioni. Quantunque nel corso della mattinata il sole non potesse vedersi che ad intervalli, pure il P. Secchi ed io potemmo constatare, coi nostri spettroscopi, che in quel giorno apparivano sul disco solare moltissime protuberanze di forme e grandezze diverse; pareva che il nostro gran luminare, che stava per esserci momentaneamente nascosto, si fosse proprio messo in gala, sapendo di essere l’oggetto di tanti sguardi che a lui si dirigevano curiosissimi, nella speranza di conoscere qualche cosa di più intorno alla sua misteriosa natura. Quando l’eclissi parziale incominciò, tutti potemmo notare il tempo che sognavano i nostri cronometri. Il successivo avanzarsi dell’eclissi fu osservato ogniqualvolta le nubi non lo impedivano. Il momento solenne della sparizione completa del sole fu pure osservato a traverso una nube trasparente: ma subito dopo, la parte più densa di quella nube ci tolse la vista di tutto. Ognuno stava fermo e trepitante con l’occhio fisso al proprio istrumento, ove appunto si vedeva tanta luce quanta appena bastava per iscorgere le tenebre; ogni speranza pareva fallita! Fortunatamente però, alcuni secondi prima che il sole tornasse a ricomparire, quella importunissima nube, causa di tante nostre ansie, cambiò un poco di posizione, e ci permise di poter vedere il fenomeno per tanto tempo quanto bastò a fare molte importanti osservazioni , sebbene ci avesse già impedito di far tutto quello che ci eravamo proposti di fare. Il professore Cacciatore che aveva determinato alcune distanze delle corna solari, determinò anche la durata della totalità; il P. Secchi che aveva […]

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VARIETÀ
L’ecclissi solare
del 22 dicembre 1870

Abbiamo dall’illustre prof. Donati la seguente lettera:

Augusta di Sicilia, il dì 24 dicembre 1870.

La nottata dal 21 al 22 fu qui ad Augusta veramente perversa. Vi fu uno sviluppo di elettricità, pioggia ed un vento di sud cosi impetuoso che fu creduto prudente lo stare a far la guardia alle nostre baracche, per tema che non fossero portate via insieme con gli strumenti. All’alba il cielo era sempre tutto coperto da densissimi nuvoloni; però verso le otto il vento girò a libeccio, e allora potemmo incominciare a osservare il sole traverso agli squarci delle nubi; incominciammo pertanto a sperare che forse avremmo potuto fare altrettanto anche nel tempo della totalità dell’eclissi.
Da una specie di Consiglio di guerra che noi avevamo tenuto, per discutere il miglior sistema d’attacco, era stato stabilito che il professore Cacciatore, assistito dal professore Agnello, si occupasse della determinazione della durata della totalità, e della grandezza c della posizione delle protuberanze rosacee che si vedono intorno al sole ; che il P. Secchi, assistito dal fratello del professore Cacciatore, e dal fotografo signor Taglierini, si occupasse delle fotografie dell’eclissi; che il professore Blaserna , coi suoi assistenti Macaluso e Saporito, osservasse la polarizzazione della corona; che il P. Danza, assistito dal signor De Lisa, osservasse le linee della stessa corona; e che io, assistito dal signor Paolo Cantoni, osservassi le strie spettrali delle protuberanze.
Tutti ci mettemmo di buon mattino ai nostri istrumenti per verificare se tutto andava in perfetta regola, e per fare tutti quegli studi e preparativi preliminari indispensabili per la buona riuscita delle nostre osservazioni. Quantunque nel corso della mattinata il sole non potesse vedersi che ad intervalli, pure il P. Secchi ed io potemmo constatare, coi nostri spettroscopi, che in quel giorno apparivano sul disco solare moltissime protuberanze di forme e grandezze diverse; pareva che il nostro gran luminare, che stava per esserci momentaneamente nascosto, si fosse proprio messo in gala, sapendo di essere l’oggetto di tanti sguardi che a lui si dirigevano curiosissimi, nella speranza di conoscere qualche cosa di più intorno alla sua misteriosa natura.
Quando l’eclissi parziale incominciò, tutti potemmo notare il tempo che sognavano i nostri cronometri. Il successivo avanzarsi dell’eclissi fu osservato ogniqualvolta le nubi non lo impedivano. Il momento solenne della sparizione completa del sole fu pure osservato a traverso una nube trasparente: ma subito dopo, la parte più densa di quella nube ci tolse la vista di tutto. Ognuno stava fermo e trepitante con l’occhio fisso al proprio istrumento, ove appunto si vedeva tanta luce quanta appena bastava per iscorgere le tenebre; ogni speranza pareva fallita!

Alcune fasi dell'eclisse di Sole del 1870 fotografate da Angelo Secchi ad Augusta

Alcune fasi dell’eclisse di Sole del 1870 fotografate da Angelo Secchi ad Augusta

Fortunatamente però, alcuni secondi prima che il sole tornasse a ricomparire, quella importunissima nube, causa di tante nostre ansie, cambiò un poco di posizione, e ci permise di poter vedere il fenomeno per tanto tempo quanto bastò a fare molte importanti osservazioni , sebbene ci avesse già impedito di far tutto quello che ci eravamo proposti di fare. Il professore Cacciatore che aveva determinato alcune distanze delle corna solari, determinò anche la durata della totalità; il P. Secchi che aveva già preso molte fotografie delle fasi, potè anche ottenerne una dell’eclissi totale, e verificò te differenze che passano fra l’aspetto delle protuberanze vedute direttamente a sole eclissato, e l’aspetto delle stesse^protuberanze vedute a sole pieno a traverso lo spettroscopio. Il professore Blaserna osservò la polarizzazione della luce della corona, il P. Denza vide due linee nella corona stessa; io vidi e determinai la posizione di tre strie spettrali di una protuberanza. I nostri assistenti si mostrarono tutti attenti e periti come era indispensabilissimo per ottenere dei buoni risultamenti.
Appena fatte le surriferite osservazioni principali, e molte altre secondarie, ma sempre importantissime, delle quali tutte sarà da ognuno reso ampio conto in seguito, il sole comparve di nuovo. Cosi era finito quel momento per il quale noi e molti altri scenziati stranieri avevamo sopportato non poche fatiche e disagi; per il quale avevamo dato anche tante noie e disturbi a questa ospitale città di Augusta; per il quale il nostro governo ed i governi di molle altre nazioni hanno speso tanti e tanti denari t Valeva la pena di far tutto questo? Forse qualcuno potrà rispondere di no; ma certamente non si troverà alcun uomo di scienza che non risponda di si. Sono passati quei tempi in cui con pochi e piccoli mezzi si potevano fare grandi scoperte; ora vi vogliono invece molti mezzi e grandissimi per potere allargare anche di poco il campo delle umane cognizioni. Senza volere nè potere in questo momento prevedere le conclusioni che potranno emergere dal complesso di tutte le osservazioni fatte da tanti dotti italiani e stranieri in questa occasione, pare intanto stabilito dalle sole osservazioni da noi fatte qui ad Augusta che vi è analogia fra la luce della corona solare e la luce delle aurore boreali; che la luce della stessa corona è riflessa; e che la protuberanza da me osservata conteneva l’idrogeno nelle sue parti più prossime al sole , e che conteneva anche un’ altra sostanza che si estendeva anche nelle parti più lontane del sole ma alla quale non sappiamo anche se corrisponda alcuna delle sostanze che si conoscono sul nostro globo.
Da un primo esame sommario dei risultamenti ottenuti, a me sembra insomma che come in Sicilia furono stabiliti dal Piazzi quei dati che sono e saranno sempre le basi di quella principalissima parte dell’astronomia che ha di mira i movimenti dei corpi celesti, cosi sia certo che parimente in Sicilia siano stati ora stabiliti quei dati che saranno le basi di quella parte della astronomia che ha di mira di investigare la natura fisica dei corpi celesti.
Se così è, come credo, la Sicilia potrà gloriarsi di essere stata la sede dei fatti più importanti che si riferiscono all’astronomia del presente secolo.

G. B. Donati.

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 1871, n. 3, 3 gennaio

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Die Sonnenfinsterniß am 22. Dezember. ./1870/11/die-sonnenfinsternis-am-22-dezember/ Sat, 05 Nov 1870 09:48:41 +0000 ./?p=2238 Pot-Pourri. Die Sonnenfinsterniß am 22. Dezember. Am 22. Dezember d. Js. findet bekanntlich eine Sonnenfinsterniß statt, deren Totalitätszone die Südspitze Spaniens, Nordafrika, den Südosten Siziliens und Thessalien durchschneidet. Um den italienischen Astronomen die Beobachtung dieses Phänomens in Sizilien zu ermöglichen, hat die italienische Regierung eine Summe von 30,000 Francs angewiesen; ebenso wird ein englischer Kriegsdampfer den englischen Astronomen zur Verfügung gestellt werden, um sie nach Spanien zuführen; ja selbst aus Amerika werden binnen Kurzem drei Expeditionen abgehen, die sich an noch nicht näher bekannten Orten in Spanien, Sizilien und Thessalien aufstellen werden. Auch die österreichische Kriegsmarine beabsichtigt, dem Vernehmen nach, einen Dampfer zum Beobachtung dieser Finsterniß an die Küste von Albanien und Tunis zu senden. Es wäre sehr zu wünschen, daß diese Nachrichten sich bestätigen möchten, weil bei dieser Finsterniß der Vollschatten das letztemal in unserem Jahrhundert Süd-Europa durchzieht und der Kriegsereignisse wegen die in Aussicht genommene französische Expedition nach Algier unterbleiben muß, der afrikanische Continent daher, welcher die größten Chancen für das Gelingen von Beobachtungen darbietet, ganz unbesetzt bleiben würde. Der Sammler, 1870, n. 122 scarica l’articolo originale

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Pot-Pourri.
Die Sonnenfinsterniß am 22. Dezember.

Schermata 2016-05-20 alle 02.15.12

Schizzo dell’eclisse di Sole del 1870 osservata a Xerez de la Frontiera dal tenente Alex B. Brown

Am 22. Dezember d. Js. findet bekanntlich eine Sonnenfinsterniß statt, deren Totalitätszone die Südspitze Spaniens, Nordafrika, den Südosten Siziliens und Thessalien durchschneidet. Um den italienischen Astronomen die Beobachtung dieses Phänomens in Sizilien zu ermöglichen, hat die italienische Regierung eine Summe von 30,000 Francs angewiesen; ebenso wird ein englischer Kriegsdampfer den englischen Astronomen zur Verfügung gestellt werden, um sie nach Spanien zuführen; ja selbst aus Amerika werden binnen Kurzem drei Expeditionen abgehen, die sich an noch nicht näher bekannten Orten in Spanien, Sizilien und Thessalien aufstellen werden. Auch die österreichische Kriegsmarine beabsichtigt, dem Vernehmen nach, einen Dampfer zum Beobachtung dieser Finsterniß an die Küste von Albanien und Tunis zu senden. Es wäre sehr zu wünschen, daß diese Nachrichten sich bestätigen möchten, weil bei dieser Finsterniß der Vollschatten das letztemal in unserem Jahrhundert Süd-Europa durchzieht und der Kriegsereignisse wegen die in Aussicht genommene französische Expedition nach Algier unterbleiben muß, der afrikanische Continent daher, welcher die größten Chancen für das Gelingen von Beobachtungen darbietet, ganz unbesetzt bleiben würde.

Der Sammler, 1870, n. 122

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