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Una società scientifica italiana per l’astrofisica

Padova, Osservatorio Astronomico di Padova


"Faranno assai bene gli astronomi italiani a mettersi d’accordo nello studio di alcuni punti importanti onde procedere viribus unitis alla conquista della verità. Io certamente mi reputo onorato di poter far parte della società di spettroscopisti che si sta progettando".
(G. Lorenzoni, 1871)

INTRODUZIONE


Valeria Zanini & Simone Zaggia

Proprio negli anni in cui l’Italia era impegnata nel raggiungimento dell’unità nazionale, tra gli astronomi di tutta la penisola si diffuse l’interesse per la "nuova astronomia" : la spettroscopia astronomica. Tra i protagonisti di questa nuova scienza vi furono Giuseppe Lorenzoni (1843-1914), da pochi anni Astronomo aggiunto all’Osservatorio Astronomico di Padova, e Pietro Tacchini (1838-1905), Astronomo aggiunto a Palermo. I due si conobbero in occasione della prima spedizione scientifica del giovane Regno d’Italia, organizzata per osservare l’eclisse di Sole del 22 dicembre 1870 visibile anche dalla Sicilia.
Tacchini aveva stretto da tempo un saldo legame scientifico con Angelo Secchi (1818-1878), uno dei padri fondatori dell’astrofisica, condividendo con lui la passione per la nuova scienza.
Giuseppe Lorenzoni, al contrario, si era avvicinato a questa disciplina proprio in occasione dell’eclisse, instaurando per questo una fitta corrispondenza scientifica con Secchi. In Sicilia, poi, lavorando al fianco di Tacchini, affinò le tecniche osservative e s’immerse con interesse nel nuovo campo di ricerca. Proprio dalla sincera amicizia e dal legame professionale che si consolidò tra i due, e grazie all’influente autorità scientifica di Secchi, si concretizzò l’idea di riunire tutti i cultori italiani della nascente astrofisica in una società scientifica nazionale.
La “Società degli Spettroscopisti Italiani” fu fondata nell’ottobre del 1871, con lo scopo di monitorare spettroscopicamente l’attività solare attraverso osservazioni da tenersi contemporaneamente in diverse sedi astronomiche. Fra i soci fondatori vi erano Pietro Tacchini a Palermo, che ne era anche il Presidente, Giuseppe Lorenzoni a Padova, Angelo Secchi e Lorenzo Respighi (1824-1889) a Roma e Arminio Nobile (1838-1897) a Napoli. L’organo di stampa ufficiale della Società, le Memorie della Società degli Spettroscopisti italiani, che inizò a pubblicare a partire dal 1872 sono oggi considerate la prima rivista di astrofisica al mondo.
In quegli anni l’astrofisica sembrava dunque poter avere uno sviluppo importante in Italia, tanto che lo stesso governo permise la creazione dell’Osservatorio Astrofisico di Catania (1880). Purtroppo la successiva mancanza dei mezzi e dei finanziamenti necessari, assieme alla scomparsa dei principali protagonisti, non rimpiazzati da nuove leve, determinò ben presto la perdita del primato italiano nel campo. La stessa Società perse nel tempo la sua connotazione astrofisica, al punto che nel 1920 essa fu definitivamente sciolta per essere rifondata come “Società Astronomica Italiana”. L’Italia dovrà aspettare il secondo dopoguerra per la definitiva affermazione dell’astrofisica.

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