Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

Rifrattore Acromatico

Robert-Aglaé Cauchoix, Parigi, 1825

Vetro, metallo
Apertura Ø 16,9 cm
Lunghezza focale f=238 cm

INAF- Osservatorio Astronomico di Roma, [n.i. M0011/2494]

Questo telescopio proviene dall’Osservatorio Astronomico del Collegio Romano e riveste una grande importanza nella storia dell’astrofisica stellare e solare. Acquisito nel 1825, era inizialmente installato su una montatura altazimutale, piuttosto sofisticata. Angelo Secchi (1818-1878), nell’opera di rinnovamento dell’Osservatorio, provvide a collocarlo sull’attuale montatura equatoriale. Il telescopio era principalmente utilizzato per le osservazioni solari. Nella seconda metà dell’Ottocento lo studio delle proprietà fisiche e chimiche del Sole rappresentò una delle principali linee della nascente astrofisica. Secchi diede importanti contributi alla comprensione fisica dei fenomeni che si manifestano nella fotosfera e nella cromosfera solari, come le macchie, i brillamenti e le protuberanze. La registrazione delle osservazioni veniva eseguita sia attraverso il tradizionale metodo del disegno, che per mezzo della nuova tecnica della fotografia.
Applicando il prisma obiettivo sia a questo strumento sia al grande rifrattore Merz, Secchi raccolse numerose delle osservazioni su cui fu basata la prima classificazione spettrale delle stelle che è a fondamento dell’astrofisica stellare.
Nel 1886, per la sua eccezionale qualità ottica, l’obiettivo fu montato su un nuovo tubo e installato su una più moderna montatura equatoriale realizzata da Giuseppe Cavignato (abile meccanico dell’Osservatorio di Padova) a cura di Pietro Tacchini (1838-1905), successore di Secchi nella direzione dell’Osservatorio del Collegio Romano. Nel 1913, con questo stesso strumento, accoppiato al prisma obiettivo, Giorgio Abetti (1882-1982) fotografò gli spettri di diverse stelle utilizzate da Secchi per la sua classificazione e studiò le caratteristiche ottiche della strumentazione da lui utilizzata.
Lo strumento venne poi trasferito nel nuovo Osservatorio di Monte Mario; l’ultima pubblicazione scientifica prodotta riguardò il transito di Mercurio sul disco solare avvenuto nel maggio 1970, tuttavia il telescopio rimase in servizio a fini didattici fino agli anni ’80 del XX secolo.
Recentemente l’obiettivo è stato ricollocato nel tubo di ottone originale risalente all’anno 1825, qui esposto.

Bibl.: CALISI in CHINNICI (ed.) 2009, p. 199; ABETTI 1920, p. 15.