Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

Rifrattore Acromatico

Merz, Monaco, metà XIX secolo

Ottone, vetro
Apertura Ø 11,5 cm
Lunghezza focale f= 190 cm.

INAF- Osservatorio Astronomico di Roma, [n.i. M0080]

Questo telescopio rifrattore, prodotto dalla ditta Merz di Monaco, fu donato all'Osservatorio Universitario del Campidoglio nel 1860, durante la direzione di Ignazio Calandrelli (1792-1866), da parte del marchese Giuseppe Ferrajoli (1798-1870) importante finanziere, imprenditore e politico della Roma di Pio IX.

Lo strumento fu utilizzato per la prima volta in occasione dell’eclisse solare del 18 luglio 1860 dall’astronoma Caterina Scarpellini (1808-1873). Fu però soprattutto Lorenzo Respighi ad utilizzare intensamente questo telescopio per i suoi studi di astrofisica stellare e solare, a partire dal 1865, anno in cui fu nominato da Pio IX direttore dell’Osservatorio. A questo strumento egli adattò il prisma obiettivo da lui ideato e riuscì, tra l’altro, a dimostrare che il fenomeno della scintillazione delle stelle è dovuto alla turbolenza dell’atmosfera terrestre. Respighi investigò con questo telescopio anche la cromosfera solare: ponendo la fenditura dello spettroscopio tangente al bordo della fotosfera egli riusciva ad ottenere i profili delle protuberanze e a seguirne l’evoluzione temporale su diversi tempi scala.

Nel 1923 vennero fusi l’osservatorio capitolino e quello del Collegio Romano e due anni dopo venne assegnata la cima di Monte Mario per la fondazione del nuovo Osservatorio Astronomico di Roma (OAR): il telescopio fu quindi trasferito nella nuova sede di Villa Mellini, ove rimase operativo fino agli anni ’70 del XX secolo. In occasione dell’eclisse totale di Sole del 15 febbraio 1961 lo strumento fu portato ad Imperia presso l’apposita stazione astronomica allestita dal personale dell’Osservatorio di Roma. Infine, una volta dismesso, il telescopio fu inserito nella collezione di strumenti storici esposta presso l’Osservatorio di Monte Porzio Catone, attuale sede dell’Osservatorio di Roma, mentre il pilone marmoreo che sosteneva la montatura equatoriale è ancora visibile nel giardino della Villa Mellini a Monte Mario, che oggi ospita la Presidenza dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Bibl.: SCARPELLINI 1860; MONACO 2000.