Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

Camera Fotografica

Mailhat, Parigi, 1916

Apertura 9 cm
Lunghezza focale 2 metri

INAF- Osservatorio Astronomico di Roma, [n.i. M0019]

L’interesse dell’astronomia romana per la fisica solare continuò, solcando la scia della tradizione iniziata da Secchi e Respighi e proseguita poi da Tacchini, che diresse l’Osservatorio del Collegio Romano dopo la morte di Secchi, dal 1879 al 1902. La camera fotografica qui esposta era munita di quattro obiettivi e filtri per ottenere sulla stessa lastra quattro immagini della fotosfera solare in diverse lunghezze d'onda. Fu spesso utilizzato in occasione delle eclissi di Sole, probabilmente anche per fotografare l'eclisse totale del 29 maggio 1919 visibile in Africa. In quella occasione, la missione guidata da Arthur Eddington (1882-1944) mise in evidenza per la prima volta la deflessione dei raggi luminosi provenienti dalle stelle che, passando vicino al Sole, vengono deviati per gli effetti gravitazionali dovuti alla massa solare: si trattò di una delle prime prove sperimentali della teoria della Relatività Generale.

La ditta parigina Mailhat, attiva tra la fine del XIX e il primo decennio del XX secolo, produceva grandi telescopi rifrattori, che furono installati in diversi osservatori astronomici europei e americani, ma anche piccoli strumenti portatili e di tipo amatoriale.

Vale la pena qui menzionare che nel secondo decennio del XX secolo, la ditta Bamberg-Askania di Berlino produsse una camera solare molto più sofisticata, dotata di celostato, con un obiettivo da 16 cm di apertura e una focale di circa 5 m, che permetteva di acquisire immagini fotografiche su lastre 13×18 cm. Quest’ultimo strumento fu prodotto solo in due esemplari, uno dei quali fu acquistato dall’Osservatorio del Campidoglio intorno al 1920. Trasferito nel 1938 all’Osservatorio di Monte Mario, il telescopio è rimasto operativo per molti decenni fino alla fine degli anni ’60, acquisendo quotidianamente le immagini della fotosfera solare, che costituiscono un enorme archivio scientifico, ancor oggi è custodito presso l’Osservatorio Astronomico di Roma.

Bibl.: HORN D’ARTURO & TAFFARA 1925; WOLFSCHMIDT 2012.