Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

SPETTROSCOPIO A VISIONE DIRETTA DI TIPO ZÖLLNER

M. Tauber, Lipsia (Germania) ca. 1870

Ottone, acciaio e vetro
Lunghezza totale 550 mm

INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Questo strumento fu acquistato nel 1870, in occasione dell’eclisse totale di sole del 22 dicembre, visibile dalla Sicilia (vedi Sez. 3), ma non giunse in tempo per essere utilizzato dall’apposita spedizione scientifica. Fu costruito a Lipsia dall’officina Tauber, su progetto di Johann Karl Friedrich Zöllner (1834-1882), spettroscopista austriaco celebre per la progettazione di spettroscopi e fotometri. Montato al piano focale dell’equatoriale di Merz dell’Osservatorio di Palermo [cfr. Pa. 15], a partire dal marzo 1871 fu adoperato da Pietro Tacchini per i suoi studi sulle protuberanze solari.
Grazie alle osservazioni condotte con questo strumento, Tacchini fu in grado di formulare una delle prime classificazioni delle protuberanze solari [cfr. Pa. 12], che sarà poi ripresa da Angelo Secchi [cfr. Pa. 07], all’Osservatorio del Collegio Romano. Nello stesso anno, in contemporanea con Secchi a Roma, Tacchini eseguì al Merz di Palermo, con questo strumento, una serie di osservazioni spettroscopiche del bordo del sole, in vista di un programma coordinato di monitoraggio dell’attività solare. L’idea di estendere questo programma ad altri osservatori darà luogo, nell’ottobre 1871, alla fondazione della Società degli Spettroscopisti Italiani (vedi Sez. 5), le cui celebri Memorie (cfr. Pd. 04) costituirono la prima rivista scientifica internazionale di astrofisica.
È uno spettroscopio a visione diretta, composto di un doppio sistema di cinque prismi.
Lo strumento, lungo complessivamente 55 cm, è diviso in tre sezioni. La prima contiene la fenditura di ampiezza regolabile mediante una vite ed un collimatore. Ad una estremità si trova una flangia su cui è montato l’adattatore per il telescopio, con filettatura e ghiera. Sulla faccia superiore della flangia, vi è un cerchio graduato in metallo argentato diviso in gradi da 0 a 360, con numerazione ogni 10 gradi, per determinare gli angoli di posizione della protuberanza osservata; mediante una vite, è possibile far ruotare lo spettroscopio in modo da portare la fenditura in posizione tangenziale o normale al bordo solare.
La seconda sezione contiene il sistema di prismi, ed è attaccata alla precedente da due piccole staffe che consentono di inclinare l’asse di questa sezione rispetto a quello della prima mediante una vite micrometrica. Una delle staffe è ricoperta da una piastrina in metallo argentato, con una scala a trenta divisioni ed una piccola alidada per la lettura dell’inclinazione. La terza sezione, costituita dall’oculare, è collegata alla seconda con un sistema identico a quello già descritto, e permette di inclinare l’oculare rispetto alla sezione contenente i prismi. Sul disco in metallo argentato, subito sotto le divisioni, si trova la scritta: M. Tauber, Leipzig. [i.c.]

Bibl.: Foderà Serio, Chinnici 1997, pp. 131-32; Chinnici 2008a, pp. 40-41; 56; Chinnici 2008b, pp. 396-407; Chinnici 2000; The Popular Science 1882, p. 287.