Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

SPETTROSCOPIO A RETICOLO DI DIFFRAZIONE

Fratelli Brassart, Roma (Italia) 1884

Ottone, ferro
Lunghezza totale 600 mm

INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Negli inventari dell’Osservatorio è descritto come Spettroscopio a lastrine di diffrazione con cerchio di posizione, collimatore e cannocchiale; venne acquistato nel febbraio 1884 al costo di £. 352. In un inventario del 1890 lo stesso strumento compare con la dicitura Montatura di spettroscopio a diffrazione – restituito reticolo; in una copia, con un’annotazione di mano di Riccò, si legge: La piastra di diffrazione è dono del prof. Tacchini.
Lo strumento è in ottone con parti brunite; la sua lunghezza complessiva, col cannocchiale ad angolo retto, è di circa 60 cm. Il tubo che alloggia la fenditura e il collimatore è lungo 28 cm, ha un diametro di circa 5 cm ed è dotato della consueta vite per regolare l’ampiezza della fenditura. Dal lato della fenditura è connesso al tubo il cerchio di posizione, del diametro di circa 15 cm, che ruota per mezzo di una vite. Su di esso è inserita una scala graduata circolare, in metallo argentato, con numerazione ogni 30°. Due indici in metallo brunito, diametralmente opposti e fissati al tubo principale, permettono di determinare la posizione della protuberanza osservata sul bordo solare.
Il collimatore ha un’apertura di circa 3,5 cm; la sua sporgenza massima dal tubo principale è di 10,5 cm. Un’armatura in acciaio brunito connette il tubo principale ad una scatola cilindrica di metallo brunito, alta 6 cm e del diametro di 9 cm, dotata superiormente di una vite che azione uno sportellino laterale scorrevole. La scatola alloggiava il reticolo di diffrazione, oggi mancante.
Il cannocchiale infine, lungo circa 16 cm, dall’apertura di 3,5 cm, tramite degli appositi sostegni è connesso ad una piastra metallica che ruota, mediante una vite, intorno all’apertura laterale della scatola, lungo una guida circolare ed essa fissata. Sul cerchio di posizione, nel bordo esterno alla scala, è incisa la scritta:
FLLI BRASSART – ROMA. [i.c.]

Bibl.: Foderà Serio, Chinnici 1997, p. 133; Chinnici 2000.