Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

SPETTROSCOPIO A 25 PRISMI

Officina Galileo, Firenze, 1872

Ottone brunito, vetro

Museo Galileo, inv. 1396.

Lo strumento era costituito in totale da 25 prismi, di cui 16 di vetro “flint extra-denso”. Tre serie di prismi a visione diretta (ciascuno composto da 5 prismi) erano utilizzate nello strumento, due poste fra la fenditura e la lente del collimatore (tubo lungo) ed uno fra la lente e l’oculare del cannocchialino (tubo corto); attualmente se ne conserva una sola. Una serie di 10 prismi flint è disposta a spirale nel corpo centrale dello strumento. Per il suo alto potere dispersivo, lo strumento permetteva di di osservare solo una limitata porzione dello spettro. Inizialmente era calibrato per osservare la regione della riga C di Fraunhofer nel rosso; modificandone la configurazione interna, venne utilizzato in giugno e luglio 1872 per osservare altre righe, come la D nel giallo e la E nel verde (appartenenti rispettivamente allo spettro del sodio e del ferro). In particolare, nel luglio 1872 Donati ne utilizzò una versione a 20 prismi, probabilmente ottenuta rimuovendo una delle tre serie di prismi a visione diretta. Anche in questo caso, nonostante la dispersione fosse più ridotta rispetto alla versione a 25 prismi, lo strumento permetteva di osservare simultaneamente una porzione dello spettro di soli 50Å. Lo strumento fu presentato dall’ Officina Galileo all’Esposizione universale di Vienna del 1873. Il disegno proviene dal catalogo dell’Officina per il 1881.

Bibl.: DONATI 1872a, 1872b; G. B. Donati, “Osservazioni Spettroscopiche del Sole fatte al piccolo Equatoriale, obiettivo di Fraunhofer, con uno spettroscopio di 20 prismi, luglio 1872”, ms., Archivio Storico del Museo Astronomico e Copernicano, Fondo Donati.

Foto: Museo Galileo, Firenze – Archivio Fotografico