Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

GIOVAN BATTISTA DONATI (1826-1873)

Strie dello Spettro della Cometa II del 1864

Inchiostro e matita su carta, 155×121 mm

INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri

Nell’agosto del 1864, Donati riuscì a osservare lo spettro della cometa C/1864 N1 (scoperta da Wilhelm Tempel il 5 luglio dello stesso anno), utilizzando lo stesso apparato da lui costruito per osservare gli spettri stellari (cfr. FI.01). Era la prima volta che un astronomo riusciva ad analizzare spettroscopicamente la debole luce emessa da una cometa. A differenza dello spettro solare e di quelli stellari, lo spettro della cometa di Tempel era costituito da tre bande luminose nella regione blu-verde intorno alla riga F (oggi chiamata Hβ) dello spettro solare, separate da due bande scure. Il disegno originale qui esposto servì probabilmente da modello per l’illustrazione che accompagna le osservazioni della cometa di Tempel pubblicate da Donati sulla rivista Astronomische Nachrichten nello stesso anno (anche questa in mostra). Nell’articolo, Donati sottolineò la somiglianza tra spettro della cometa e gli spettri prodotti dai metalli (cioè nelle scariche elettriche tra due elettrodi metallici prodotte in laboratorio). In realtà le stesse bande luminose erano state osservate già nel 1856 dal fisico scozzese William Swan (1818-1894) nella luce emessa dalla fiamma di vari idrocarburi, e sono note oggi come “bande di Swan’’. La corrispondenza tra gli spettri cometari e le bande di Swan fu stabilita nel 1868 dall’astronomo inglese William Huggins (1824-1910), anche se il composto del carbonio responsabile dell’emissione delle bande (il carbonio biatomico C 2 ) fu identificato con certezza solo nel 1927.

Si espone anche il taccuino di annotazioni astronomiche di Wilhelm Tempel che mostra la posizione della cometa da lui scoperta intorno alle 3 del mattino del 5 luglio 1864. Donati ne osservò lo spettro il 5 e 6 agosto.

Bibl.: DONATI 1864, HEARNSHAW 2014, CHINNICI 2015b.