Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

ERNST WILHELM LEBERECHT TEMPEL (1821-1889)

[Nebulosa di Orione]

Arcetri, 1876
Disegni a matita, 340×260 mm, 165×125 mm

INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Archivio, Fondo Tempel.

I disegni qui esposti raffigurano due parti della Nebulosa di Orione osservata da Tempel con il telescopio Amici I dell’Osservatorio di Arcetri. Prima delle osservazioni, Tempel aveva segnato sul foglio la posizione delle stelle, indicate dalla misurazioni micrometriche di G. P. Bond. Usando queste stelle come riferimento, aveva poi disegnato la nebulosa durante varie notti di osservazione, dal gennaio al marzo 1876. Le osservazioni spettroscopiche di questa nebulosa condotte da Huggins mostrarono lo spettro a righe di emissione tipico dei gas (cfr. FI.05); oggi chiamiamo nebulose questi oggetti costituiti da grandi estensioni di gas interstellare nella nostra Galassia, la Via Lattea. Tempel condivideva invece l’interpretazione tradizionale che tutte le nebulose fossero composte da stelle e quasi disprezzava i lavori spettroscopici ritenuti una sorta di moda passeggera. L’irlandese Agnes Clerke, cronista degli sviluppi della nascente astrofisica, criticò questo atteggiamento di Tempel (definendolo “neither philosophic nor just”) in una recensione comunque benigna dei suoi lavori su Nature.

Bibl.: BOND 1867, HUGGINS 1865, BRÜCK 2002, CLERKE 1886 (recensione anonima, attribuita grazie alla lettera inviata dalla scrittrice a Tempel il 12/11/1886; Archivio di Stato di Firenze, Fondo Nobili, 20/d, n. 570).