Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

ANGELO SECCHI (1818-1878)

Le Soleil: exposé des principales découvertes modernes sur la structure de cet astre, son influence dans l’univers et ses relations avec les autres corps célestes. Paris: Gauthier-Villars, 1870.
xii, 422 p.,: ill., tav.; 230 mm

INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri

Il gesuita padre Angelo Secchi riprese ed ampliò gli studi di Donati utilizzando il rifrattore Merz da 25 cm del Collegio Romano e diversi tipi di spettroscopi, tra cui il prisma-obiettivo (cfr. RM.07). A partire dal 1862 Secchi intraprese un programma sistematico di spettroscopia stellare in cui analizzò oltre 4000 stelle, arrivando a formulare uno schema di classificazione basato su alcuni fondamentali “tipi” spettrali.
Questo schema, continuamente rivisto e aggiornato fino a poco prima della sua morte, si sviluppò dalle due classi (bianche e colorate) del 1863 alle tre classi (bianco-azzurre, gialle, e arancio-rosse) del 1867, alle quali avrebbe aggiunto nel 1869 la quarta classe delle rosso-cupe (stelle al carbonio), e infine, nel 1877, una quinta classe, quella delle γ Cas, (oggi chiamate stelle di tipo Be, caratterizzate da righe di emissione anzichè di assorbimento nei loro spettri).
La prima edizione del trattato Le Soleil fu pubblicata a Parigi nel 1870 e contiene un’esposizione di questa classificazione spettrale (per la seconda edizione, riveduta e ampliata, vedi PA.06). Nella Tavola II sono riprodotti in alto lo spettro caratteristico delle stelle di tipo 2, come il Sole e Polluce, in cui sono evidenti le numerose righe di assorbimento dovute alla presenza dei vari elementi chimici identificati da Gustav Kirchhoff (cfr. PA.01). Segue lo spettro delle stelle di tipo 1, come Sirio e Vega, dominato dalla presenza di righe di assorbimento dell’idrogeno, e quello delle stelle di tipo 3, come α Her e β Peg, in cui si nota la presenza di fitte bande di assorbimento. La Tavola III presenta ancora uno spettro del tipo 3 (come quello di α Ori e Antares), seguito dagli spettri di due stelle rosse di tipo 4 in cui prevalgono le bande di assorbimento di alcuni composti del carbonio.

Bibl.: SECCHI 1870; HEARNSHAW 2014.