Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

ANGELO SECCHI (1818-1878)

Le Stelle: Saggio di Astronomia Siderale, Milano: Fratelli Dumolard, 1877.

VIII, 425 p.: ill., tav.; 210 mm

INAF- Osservatorio di Arcetri

Il volume, pubblicato nel 1877 e dedicato a Giovanni Virginio Schiaparelli, è il secondo trattato in cui Secchi presenta il suo schema di classificazione stellare. È interessante il confronto tra le tavole di spettri incluse in quest’opera con quelle del testo Le Soleil (cfr. FI.03). Nella tavola III (Tipi diversi degli spettri stellari) lo spettro solare, tipico delle stelle di secondo tipo, riprodotto in alto, è questa volta distinto tra fotosfera e cromosfera: in quello della fotosfera sono presenti le note righe di assorbimento di Fraunhofer, nel secondo si riconoscono invece quattro righe di emissione dell’idrogeno (in seguito denominate Hα, Hβ, Hγ e Hδ e attribuite alla serie di Balmer) e la riga gialla dell’elio. Successivamente la Tavola III mostra lo spettro della stella Sirio, caratteristico delle stelle di primo tipo, e quello delle stelle α Ori e α Her, rappresentative del terzo tipo. La Tavola IV (Tipi diversi degli spettri celesti) continua presentando gli spettri di due stelle rosse del quarto tipo. In più, rispetto a Le Soleil, questa tavola presenta anche due spettri di oggetti non stellari: quello della cometa di Coggia, osservato nel 1874 e caratterizzato da bande di emissione (cfr. FI.04), e lo spettro di una nebulosa, costituito esclusivamente da righe di emissione. Tra queste, Secchi identifica la riga rossa e la riga azzurra come righe di emissione dell’idrogeno (per confronto con lo spettro solare), mentre le due righe verdi, attribuite nel 1864 dall’astronomo inglese William Huggins ad un elemento sconosciuto denominato nebulio, saranno identificate soltanto nel 1927 come righe di emissione dell’ossigeno due volte ionizzato.

Bibl.: SECCHI 1877, HEARNSHAW 2014.