Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

L’eclisse del 22 dicembre.

L’eclisse del 22 dicembre.

— —

Il fenomeno dell’eclisse fu benissimo osservato dagli astronomi che si recarono Terranova: il cielo colà era limpido, all’istante in cui l’eclisse fu totale, ma le nubi apparvero prima e dopo. Da noi invece il cielo non volle rasserenarsi né per far piacere agli astronomi, né per appagare il desiderio di coloro che armati di cannocchiali o di vetri affumicati stavano col naso all’aria in attesa del fenomeno, se non nella sua totalità, chè a noi non era concesso, almeno nelle sue parti; tuttavolta attraverso al suo nebuloso velo, qualche cosa ci fu dato di scorgere.
Non come astronomi, ma come cronisti, notammo un accrescersi di freddo e di brezza che spirava man mano che l’eclisse andava raggiungendo il suo punto massimo, tanto che tutti nasi cominciarono a colorirsi in rosso, e qualcuno in nero lasciatovi dal contatto col vetro affumicato. Sappiamo che le anitre de’ nostri giardini pubblici, che i dotti avevano raccomandato ai loro guardiani di osservare allorchè avveniva il legittimo congiungimento della luna e del sole, non diedero alcun segno di accorgersi o di sentire che ci fosse alcun che d’insolito negli spazi celesti.

Solar_eclipse_1870Dec22-corona

Osservazione dell’Eclisse del 1870 fatta a Siracusa dal capitano della Marina reale inglese George Lyon Tupman

Parlando di eclissi gioverà ricordare le fiabe che i preti antichi davano ad intendere ai credenzoni circa questo fenomeno, del quale oramai sa le cagioni anco un scolaretto di prima elementare.
I pagani, per esempio credevano che l’eclissi di luna dipendesse dalle visite che Diana andava di quando in quando, per sue ragioni particolari, a fare al suo damo Endimione nelle montagne della Caria.
Altri dissero che le maghe di Tessaglia avessero il potere con certi incantesimi di attirare a loro la luna come un magnitizzatore tira un D’Amico qualunque.
I Messicani vedevano nel sole e nella luna una buona coppia di sposi, e quando poi la luna si oscura, era segno che il caro sposo l’aveva picchiata di santa ragione.
Nelle Indie pensavano che un demonio stendesse i suoi unghioni sul sole, e lo oscurasse.
I Lapponesi si spicciano col dire che quando accade l’eclissi di luna è segno che il demonio vuol mangiarsi come una pagnotta questo satellite.
I persiani hanno in mente che messer domeneddio (quello che essi riconoscono, s’intende) tenga chiuso il sole in un gran tubo di vetro, e quando vuole gastigare gli uomini manda l’arcangelo Gabriele a chiudere lo sportello quel tubo.
Persino i Chinesi, e chi nol crederebbe, ritengono che durante gli eclissi un genio malefico nasconda colla mano (e qual larga mano!) il sole e la luna.
Il volgo delle nostre terre meridionali tuttora ignorante, crede che sia una manifestazione della collera di Dio.
Tali sono i pregiudizi che correvano e che corrono ancora fra alcuni popoli della terra intorno agli eclissi.

L’Emporio Pittoresco, 1871, A.VIII, n. 332

Scarica l’articolo originale