21 March – 21 June 2016 in Florence, Rome, Naples, Palermo, Padua

È imminente uno dei più grandi avvenimenti astronomici del nostro secolo

È imminente uno dei più grandi avvenimenti astronomici del nostro secolo: l’ecclisse totale di sole dei 22 del prossimo Dicembre. Sventuratamente anche questa volta (come ed anche più nell’agosto del 1868), la zona sulla quale si estenderà la totalità dell’ecclisse, non tocca che pochissimi punti del mondo civile e scienziato. Partendo da circa il 55° di latitudine boreale a Sud del Capo Farewell in Groenlandia, e dal 45° di longitudine occidentale dal Meridiano di Greenwich, la immensa curva taglia diagonalmente l’Atlantico, entra in Europa pel Capo S. Vincenzo in Portogallo, corre lungo una piccola porzione del lido meridionale di Spagna, traversa l’Africa settentrionale da Ceuta, per Orano a Batna e a mezzodì di Tunisi, copre quasi una metà della Sicilia, quindi, inflettendosi a Nord-Est, s’innoltra, per la Turchia europea e pel Mar Nero, a Sebastopoli, Taganrog e Katerininskaia.
In Sicilia, dove si daranno appuntamento i maggiori astronomi dell’Italia e forse dell’Europa, la completa oscurità coprirà l’intera provincia di Siracusa, gran parte di quella di Catania ed una buona porzione di quella di Messina. Sol Monte Etna, dove alla Casa dell’Inglese la durata sarà di 5i secondi, l’osservazione degli effetti dell’ecclisse, bene osserva l’illustre Schiaparelli, dovrà offrire uno spettacolo grandioso, e per quanto si sappia, non contemplato finora dall’uomo; se non che è da riflettere che il rigore invernale di quell’epoca sarà di forte ostacolo all’accessibilità ed alla dimora su quelle elevatissime regioni.
eclisse_1870_siracusaUna bella e dotta monografia, su quell’Eclisse visibile in Sicilia, è stata or ora pubblicata dal signor Angelo Agnello, antico assistente Piazzi al R. Osservatorio Astronomico di Palermo, nella quale tutti gli elementi del grande fenomeno sono con rigore di scienza calcolati e con eleganza di eloquio esposti.
A tutte le persone mediocremente culte è noto oramai che allo studio degli ecclissi totali di Sole si riannette quello di uno dei rami più importanti e più nuovi dell’astronomia fisica, voglio dire della costituzione del grand’astro centrale del nostro sistema Egli è nella osservazione dei fenomeni che accompagnano la congiunzione dei due astri, che si presenta alla scienza una delle migliori opportunità per verificare la natura di quelle enormi protuberanze rosee che emergono dalla massa solare, i quell’inviluppo d’idrogeno che con uno spessore di ottomila chilometri tutta la avvolge, non che la presenza di quelle sostanze assolutamente identiche a molti corpi terrestri, che lo spettroscopio ha rivelato alle ricerche di Zollner, di Janseen, di Secchi, di Respighi, di Lockyear e di altri. E l’Italia, che ha brillato per la sua assenza nel convegno che gli astronomi di tutto il mondo civile si diedero in agosto 1868 nelle Indie Orientali, per istudiarvi un ecclisse che dai confini dell’Abissinia stendevasi sopra una zona di 7700 miglia fino alle Nuove Ebridi, ed il quale in certi privilegiati punti ebbe la eccezionale durata di 6 minuti e 50 secondi, vorrà certo profittare della ricorrenza del fenomeno, visibile ora comodamente in casa nostra, per pagare il suo debito alla scienza. Noblesse oblige, ed il paese ove vivono e specolano astronomi come Schiaparelli, Santini, Cacciatore, Secchi, Donati, De Gasparis, Blaserna, Lorenzoni, Tacchini, Agnello ed altri valentissimi, non può rimaner secondo a nessun altra nazione nel rispondere all’appello della scienza.

Novi-Ligure, settembre 1870.

Gerolamo Boccardo.

La rivista  europea, 1870, a. 1, vol. 4, n. 3

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