Dal 21 marzo al 21 giugno 2016 a Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Padova

L’importanza di questi studi non isfugge a nessuno

ASTRONOMIA

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Le poche sere belle che abbiamo di questi giorni sono state feconde di importanti risultati nelle osservazioni astronomiche. Profittando della presenza dell’illustre direttore dell’osservatore di Pulcowa, il sig. Struve, abbiamo insieme osservato la nebulosa di Orione, ed eseguito il paragone coi disegni della medesima fatti cinque anni sono nel nostro Osservatorio. Ne è risultata manifesta più di una mutazione di grandi importanza, e ciò ha convalidato quello che il detto sig. Struve andava dicendo da molto tempo, esservi cioè questa nebulosa cambiamenti reali. Noi ne citeremo due soli. Uno è nello spazio scuro centrale detto sinus magnus, ove, presso al fondo, il così detto Ponte di Schroeter ha ora il suo massimo di luce del mezzo, mentre del suddetto nostro disegno sta dal lato superiore apparente, e in quelli di Bond ed Herschel o è appena accennato o sta dall’altro lato. Ieri sera poi questo seno presentava tanta nebulosità alla sua imboccatura quanta non ne abbiamo mai veduta, e pareva dare al seno l’aspetto di due ovali scure congiunte, o di una lemmiscata, simile a quella della nebulosa di Argo. L’altro cambiamento sta in una stelletta che trovasi variata di posto rapporto all’angolo della cosiddetta proboscide. Le altre varietà essendo inintelligibili senza figure lasciamo per ora.
spettri_stellari_secchiMa ciò che ci sorprende fu il vedere verificata anche per questa nebulosa la natura della sua luce monocromatica, come il sig. Higgins ha trovato per certe planetarie. Guardata la nebulosa con uno spettrometro perfezionato a questo effetto, si hanno distintissimi gli spetti delle piccole stelle; ove malgrado la loro debolezza può riconoscersi benissimo il confine del rosso e del giallo, e gli altri colori, benchè molto illanguiditi, fanno però una zona assai estesa fino al violetto. La parte invece che tocca alla nebulosa si riduce unicamente ad una riga lucida d’argento, trasversale allo specchio delle stelle, e che corrisponde alla zona cerulea dello spettro ordinario. Tale diversità è sorprendente, e resa più notabile dal contrasto delle stelle vicine. Anche più di un luogo della nebulosa privo affatto di stelle sussiste il medesimo fenomeno. La luce è quindi monocromatica come quella di una fiamma ad alcool salato con sal comune, se non che questa è gialla, e l’altre azzurra chiara. La nebulosa di Andromeda che la nebulosa più bella, ora in comoda posizione non presenta nulla di simile, ma dà una luce diffusa; però attesa la sua debolezza merita di essere ristudiata in posizione più favorevole. I gruppi di stelle compatti, danno invece uno spettro come quello delle stelle.
L’importanza di questi studi non isffugge a nessuno. Gli spettri possono indicarci la natura delle sostanze e il loro sono fisico (almeno fino ad un certo punto) pel quale formano i corpi celesti, onde le nebulose sarebbero per ciò stesso in uno stato diverso dalle stelle, e non tutte quindi sarebbero gruppi di vere stelle. Quanta diversità poi nelle singole stelle medesime, mentre alcune presentano uno spettro continuo quasi affatto come Rigel, in altri vi hanno forti lacune qua e là come in Sirio! Altre danno spettri simili agli elettrici, come Alfa Orione, e Aldebaran! Noi speriamo poter aggiungere molto a ciò che in questa materia abbiamo pubblicato, poichè col nuovo strumento perfezionato, abbiamo contato 5 grandi zone in Aldebaran, e oltre a 12 in alfa Orione, tutte risolubili in linee minori, mentre il più vasto lavoro fatto finora, quello di Higgins, non ne conta in quest’ultima stella che 7.
Il cielo cresce a misura che crescono i mezzi che abbiamo da penetrarlo, e ora che si è cominciato a studiarlo non solo nella vastità e nelle dimensioni, ma nella natura de’ corpi che lo popolano, fin dal suo primo svelarcisi, già supera la nostra capacità, perchè di tutti gl’indicati fenomeno assai astrusi rimane ancora la ragione. Or che sarà coll’andare del tempo!

Dall’Osservatorio del Collegio Romano li 20 febbrajo 1865.

P. Angelo Secchi d. C. d. G.

Giornale di Roma, 1865, 20 febbraio

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